Lella Durando
“L’impegno nella vita, dice l’affetto della famiglia, l’amore quotidiano di chi ti sta vicino, le delusioni nel rapporto umano, segreti fervori e furori, sofferta consapevolezza della condizione di uomo, gli inevitabili dubbi e le angosce improvvise, il senso profondo dei nostri terrori, i lampi di luce che vibrano di ansie, sono il deterrente per avvicinarsi all’Arte.
Nel mio lavoro di umilissimo pittore sento che c’è qualcosa che mi appartiene come memoria; memoria dì fatti, di luoghi, di gente, per cui sento, imprescindibile, la spinta e l’urgenza a partecipare alla vicenda umana che mi coinvolge e a comunicare le sensazioni. Nel turbinio di fatti e dì pensieri rimangono spazi oscuri alle mie angosce, alle mie tensioni, ai sogni e alle mie illusioni di individuo e spesso le inquietudini, le vertigini del pensiero e del sentimento non sono che trasfigurazioni della quotidianità, esatte categorie e adatte condizioni per la creazione artistica. Ed è questo che si dovrebbe chiedere all’Arte: lo stravolgimento di tutte le nostre certezze quotidiane.
Nel mio lavoro parto sempre da un’idea del reale (cardi, paesaggio o figura) che poi elaboro a lungo, immerso nelle sensazioni e nei sentimenti indicati, per trame l’essenza che non è sintesi o depurazione o idealizzazione ma essenza pregna di luce, di colore e di umore della mia terra e della vita”.
Un discorso profondo ed intelligente che è esatto riflesso della sua pittura.
Il pensiero interiore dell’uomo si fa dettato d’arte, l’immagine si manifesta attraverso i suoi umori, attraverso le sue recondite verità ed esplode in libertà, felice delle ritrovate origini e pulsazioni. Un procedere artistico fatto di intense vibrazioni, di una commozione sempre rinnovabile per il Creato e le sue leggi più recondite. Uomo di intuito, Mauro Grumo, ha saputo coltivare la mente di pari passo con lo spirito, per questo le sue opere pulsano di energia positiva. Parlando della sua terra, delle sue immagini, usa un linguaggio universale, comprende grandezze e sfumature, proprio perché si rivolge all’interiorità. La rappresentazione, di partenza, prende avvio dalla realtà per spaziare in concetti di percezione e sensibilità, dilatandosi sino a tutto comprendere: l’attimo e il divenire, la storia e l’avventura. Sono riflesso di pensiero e come questo si dipanano in continua metamorfosi dove ogni accadimento è puntualmente registrato con l’immaterialità del pensiero stesso ma anche con la forza della certezza. I colori si accendono, le forme si dilatano quasi a librarsi in territori più estesi con la volontà di tutto comprendere.
