Biografia

Mauro Grumo (Bitonto 8 Settembre 1925 – Ruvo di Puglia 10 Marzo 2010)
Laureato in Scienze Politiche, ha interrotto per parecchi anni l’attività di pittore per l’impegno assunto nell’esercizio della professione di Dottore Commercialista.
Ha ripreso a dipingere, stimolato da una grande passione e da un forte bisogno interiore.
La sua passione per la pittura riviene sin da tenera età; giovanissimo ha frequentato per due anni, in Abruzzo, lo studio del famoso pittore Federico Spoltore, il cui insegnamento ha molto contribuito alla sua maturazione artistica.
Inizia ufficialmente la sua attività nel 1956 a Milano, partecipando alla mostra internazionale dell’autoritratto; poi segue la partecipazione a numerose mostre collettive nazionali e internazionali.

  • 1a Biennale Internazionale d’Arte Sacra “Padre Pio” – S. Giovanni Rotondo, 17-30 settembre 1972
  • V Bienal Internacional del Deporte en las Bellas Artes – Barcellona, ottobre 1975
  • VI Bienal Internacional del Deporte en las Bellas Artes – Madrid, mayo-junio 1977
  • Sala de Arte y Subastas – Serrano, 12 Madrid, 1980
  • Polonia, ca. 1980
  • Exposición de Arte Pro-Ayuda en Acción – Palacio de la Madraza, Granada, 19-30 diciembre 1997
  • Exposición de Pinturas – Centro Artístico Literario y Científico de Granada, 18/12/2000 – 12/1/2001
  • Subasta de Arte a favor de ASPAS – Granada
Inoltre ha tenuto  con successo personali nelle maggiori città italiane e straniere. Fra l’altro ha esposto a: Parigi il 1968, Madrid presso il ” Club Internacional de Prenza” il 1971, nel 1972 ha esposto ad Atene al Palazzo “Zappion”, Parigi presso la Galleria “Mouffe”, Biarritz presso la Galleria “Vallombreuse”, New York alla “Star Light Roof” del Valdorf Astoria nel 1974 e all’Adelphi University nel 1975. In seguito ha esposto a Granada, a Cuenca, a Zabaleta, a Pontevedra, Murcia ed altre città della Spagna. Ma leggiamo ora fondanti parole a firma diretta Mauro Grumo. Davvero illuminanti.
“L’impegno nella vita, l’affetto della famiglia, l’amore quotidiano di chi ti sta vicino, le delusioni nel rapporto umano, segreti fervori e furori, sofferta consapevolezza della condizione di uomo, gli inevitabili dubbi e le angosce improvvise, il senso profondo dei nostri terrori, i lampi di luce che vibrano di ansie, sono il deterrente per avvicinarsi all’Arte. Nel mio lavoro di umilissimo pittore sento che c’è qualcosa che mi appartiene come memoria; memoria dì fatti, di luoghi, di gente, per cui sento, imprescindibile, la spinta e l’urgenza a partecipare alla vicenda umana che mi coinvolge e a comunicare le sensazioni. Nel turbinio di fatti e dì pensieri rimangono spazi oscuri alle mie angosce, alle mie tensioni, ai sogni e alle mie illusioni di individuo e spesso le inquietudini, le vertigini del pensiero e del sentimento non sono che trasfigurazioni della quotidianità, esatte categorie e adatte condizioni per la creazione artistica. Ed è questo che si dovrebbe chiedere all’Arte: lo stravolgimento di tutte le nostre certezze quotidiane. Nel mio lavoro parto sempre da un’idea del reale (cardi, paesaggio o figura) che poi elaboro a lungo, immerso nelle sensazioni e nei sentimenti indicati, per trarne l’essenza che non è sintesi o depurazione o idealizzazione ma essenza pregna di luce, di colore e di umore della mia terra e della vita.”
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