Carmelo Cipriani

…Una rigorosa coerenza tematica connota la pittura di Grumo. Scelti sin dagli esordi i soggetti prediletti, l’artista non li dimentica né li modifica, riferendo un eroico attaccamento alla terra e ai suoi valori. Sublimi pretesti per la trasposizione di una visione interiore, i temi sono trattati con costanza e reciproca corrispondenza: agli infuocati paesaggi murgiani, elevati a simbolo di dolore esistenziale, fanno eco figure umane dolenti ed alienate e scarne nature morte, sempre dominate dall’ispida figura dei fiori di cardo, eloquente immagine di aridità, silenzio e abbandono… Particolarmente noti sono i suoi paesaggi, memori dei cieli infuocati e delle terre riarse di Cantatore. Grumo ha colto l’articolato orizzonte murgiano, sottile linea di confine su cui terra e cielo, nella puntuale compenetrazione, paiono contendersi la superficie pittorica. Colori accesi e forme dilatate traducono in una lirica sintesi la magia della terra pugliese, denunciando una commozione sempre rinnovabile per il Creato, un’energia positiva. Lontani da serene visioni arcadiche  o da inquietanti visioni metafisiche, i paesaggi di Grumo levano un grido drammatico e, superato l’apparente distacco, si connotano per un concreto impegno sociale.

Non di rado i suoi incandescenti scenari naturali sono abitati da solitarie figure, ripiegate su se stesse, avvilite da un’esistenza inumana ed alienante, spesso immerse in una Natura primigenia, elegiaca metafora della perduta dimensione primordiale….

…L’artista, rifuggendo da ogni etichetta di stile o definizione di maniera, si mostra assolutamente personale. Nelle sue opere è riconoscibile un lirismo cromatico giustamente ricondotto dalla critica alla matrice meridionale.

Pennellate corpose e materiche solcano la tela, componendo felici partiture pittoriche. Tocchi più vigorosi che vibratili, ci restituiscono non impressioni di paesaggi ma paesaggi impressionati. La realtà è un pretesto per rivelare sé stesso, per appagare quell’innato bisogno di esprimersi. Un’opera d’arte, ancor prima che testimonianza di un’epoca e sublime contenitore di cultura, è il disperato tentativo dell’uomo di attaccarsi alla vita, l’unica possibilità di perpetrare la sua esistenza. Mauro Grumo questo lo aveva compreso da tempo, conquistando meritatamente l’immortalità.
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